EMBAL: L' Anello del Re
- FireflyinTheMeadow
- 2 giu 2021
- Tempo di lettura: 9 min
Copertina: non posso esprimermi su quest'ultima, ma voglio fare i miei complimenti all' autrice per le grafiche, la scelta dei prestavolto, e perfino per i separatori "rococò" che usa per dividere un paragrafo dall'altro al posto dei miei asterischi poveracci. Si dice che non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina, ma io non sono d'accordo. La cura dei dettagli, in una storia, è molto importante. Serve anche questo per accattivarsi il lettore, sapersi vendere, e in questo l'autrice è molto capace. Mi complimento anche per il booktrailer e per la cura del profilo Instagram che hai associato alla storia.
Sinossi: ammetto di aver attinto al tuo profilo Instagram nella speranza di ritrovarla così com'era, quindi mi scuso in anticipo con te se non è la stessa. L'ho inserita perché ricordavo di aver letto alcuni passaggi uguali.
"Ci sono segreti difficili da custodire; impossibili da digerire. Segreti carichi di rimpianti indigesti; responsabili di eventi funesti. E se la rivoluzione non fosse avvenuta esattamente come l'hanno raccontata? Se ci fosse qualcosa in più?"
Ecco, questo è l'esempio per me di sinossi efficace. Il dubbio, il segreto. Quello che non conosciamo, d'istinto attira la nostra curiosità. Ecco spiegato perché per me questa prima parte funziona molto bene.
Siamo nel 1777 in Francia, e mancano dodici anni alla Rivoluzione. Il Conte Iason de Goldmacht, dopo la morte del padre, fu affidato alle cure della zia paterna e di suo marito, il Marchese Van Duyn; un uomo perfido e crudele. In seguito a una serie di eventi, andrà a vivere alla Corte di Versailles, durante la reggenza di Louis XVI. Lì, forte dell'amicizia col fratello minore del Re, il Conte d'Artois, stringerà una serie di amicizie importanti, tra cui quella con il dottor Raoul Zuwissen, un giovane e promettente medico, proveniente dalle Americhe. Insieme scopriranno un segreto, celato tra le mura del castello, che li condurrà verso un progetto pericoloso.
Dove, quando e perché. Tutto condensato in poche frasi, per dare il corretto orientamento spazio-temporale al lettore. I personaggi principali sono rappresentati tutti in poche righe, così come quella che sarà la trama. Ti suggerirei soltanto di sostituire, nella frase "Lì, forte dell'amicizia col fratello minore del re... stringerà amicizie importanti", la parola "amicizia" con un sinonimo.
Ortografia,Grammatica, Sintassi e Stile:
Il testo è praticamente quasi perfetto sul piano ortografico e grammaticale. Le imprecisioni sono dovute a errori di battitura o di formattazione Wattpad, ma sono accettabili considerando che l'autrice non ha ancora affrontato la revisione, essendo la storia ancora in corso. Farei più attenzione agli avverbi: si riscontrano spesso, specie nei capitoli iniziali e quando sono troppi appesantiscono un po' il ritmo narrativo. Ricordo anche alcune "d" eufoniche, ma anche queste sono facilmente risolvibili con una revisione attenta. Questi due aspetti sono anche mie pecche, per cui tendo a notarli con molta facilità. Non ricordo se te le avevo segnalate, quindi lo riporto qui. Devo dire però che negli ultimi capitoli letti di avverbi ne ho trovati sempre meno. La sintassi è articolata, a tratti, con prevalenza di subordinate, ma non per questo è meno chiara. Dimostri anche un'ottima conoscenza del lessico e apprezzo il fatto aver trovato di rado, se non mai, ripetizioni. Lo stile è elaborato e intonato al contesto: siamo del resto in pieno Rococò, ma hai trovato un giusto equilibrio tra la ricercatezza e la sintesi: nelle situazioni che lo richiedono, sai essere immediata ed evocativa. Altro aspetto, che ricordo di averti fatto presente nel prologo e che dunque già sai, è la tendenza ad eccedere a volte con le digressioni storiche, sfiorando l'infodump. Capisco bene che inquadrare un arco di tempo lungo come quello che va dalla Rivoluzione Francese alla Restaurazione sia complesso (e ti stimo per la sfida che ti sei imposta), e ho fiducia che riuscirai a risistemarlo per il meglio. Hai espresso la necessità anche di voler istruire il lettore: non so se potrà esserti utile, ma io uso la tecnica del "poco e spesso", mi è stata insegnata dal mio professore di letteratura. Dire il minimo indispensabile, ma ripeterlo più volte su più capitoli, in modo che chi legge magari non si perda nei meandri delle date, e sia in grado di ritrovare il filo storico principale. Mi complimento per l'accuratezza e la bellezza della tue descrizioni, ma ci ritorno tra poco. Sono tra le più valide che abbia mai letto su questa piattaforma.
Ambientazione e adeguatezza del contesto storico:
Non ho trovato errori, anacronismi o altri elementi fuori posto. Ti riporto solo uno, il più lampante, che credo fosse riferito a un pensiero o frase di Iason, ma la memoria potrebbe tradirmi. Purtroppo, data la situazione non posso ritrovarti il passaggio e riportarti il capitolo o la frase precisa, ma menzioni "l'anno luce", che è un'unità di misura astronomica che all'epoca non esisteva ancora. L'ambientazione è resa magnificamente: nelle tue pagine, ho passeggiato nei magnifici giardini di Versailles, ho partecipato a un ballo in maschera e ho chiacchierato al petit déjeuner con Maria Antonietta e le sue dame. Le descrizioni degli abiti e degli edifici interni denotano un lavoro di ricerca storica e di approfondimento magistrale. Addirittura hai studiato l'etichetta. Anche i dialoghi sono pertinenti: hai coniugato bene il linguaggio dell'epoca al carattere dei personaggi. Altro aspetto non indifferente, è la conoscenza della mentalità dell'epoca: descrivi bene la condizione femminile sociale ed economica del tempo. Conosci bene anche i giochi di potere e del pettegolezzo che animavano quelle sale, la politica, la filosofia, lo stato del sapere scientifico della Francia pre- rivoluzionaria. Hai creato dei contenuti su cui sarebbe opportuno oggi dibattere più che mai come l'etica, la religione, la sessualità, la salute mentale. Hai denunciato l'abuso e la violenza. Io credo che sia questo che renda la tua storia così bella ai miei occhi. Il grande valore sociale che possiede.
Personaggi:
Sono costruiti molto bene e i passaggi introspettivi che li riguardano hanno uno spessore emozionale notevole. Si inseriscono nel contesto di Versailles in modo fluido, naturale. I personaggi di finzione sono plausibili e credibili tanto quanto quelli storici. Riporto soltanto i principali tra quelli presenti, perché a tratti la tua storia assume quasi un tono corale, e ti inserisco le impressioni ricevute da ognuno di loro, in modo che tu possa sapere come appaiono a un lettore esterno e capire se corrispondono all'immagine che volevi creare di loro. Non è facile gestire una moltitudine di personaggi sulla scena di un romanzo, e riuscire a delinearli bene tutti, principali e secondari. Sei molto brava in questo.
Iason de Goldmacht: è forse il personaggio più enigmatico di tutta la storia e, io ne sono certa, la chiave che apre la porta sui misteri di tutte le vicende. Bello come "il Sole", Iason mostra una personalità ben descritta come del resto quelle di tutti i personaggi, ma dopo venticinque capitoli rimane, per certi versi, ancora un mistero. C'è qualcosa di oscuro dentro di lui che sta cominciando a emergere, nutrito dagli abusi e dalle vessazioni che ha subito durante l'infanzia, e forse anche qualcosa di più, che qui non riporto per non fare spoiler. Le scene introspettive che lo riguardano sono tra le più affascinanti, così come i suoi incubi. Ho empatizzato molto con lui, con il suo passato, con il suo sentirsi ingiustamente una nullità. Il senso di colpa che lo attanaglia per il suo sentirsi "sbagliato" è qualcosa di difficile da leggere per il modo in cui l'hai reso reale. Hai ottime conoscenze sulla psichiatria e le sfrutti per rendere vivi i tuoi personaggi. È una delle tue armi migliori.
Dottor Raoul Zuwissen : è forse uno dei personaggi che capisco meglio, sia perché siamo simili sotto dal punto di vista emotivo, sia perché la sua mente è lineare, pragmatica, logica. Priva dei fronzoli e delle sovrastrutture di Versailles, è molto limpida. La mente di un medico fatto e finito, insomma. Ammiro la passione, il coraggio, la curiosità e la competenza che lo animano sempre nel suo lavoro. Raoul però è anche profondamente umano. Forse è ancora nella fase in cui crede che la scienza possa spiegare tutto ciò che lo circonda, ma presto si troverà di fronte a qualcosa che lo porterà a porsi domande a cui sarà difficile dare risposta.
Charles, conte d'Artois : è l'ironia, la gioia di vivere, l'energia. Rappresenta, se vogliamo, la capacità di esorcizzare le sfide difficili con l'umorismo. Di Charles ammiro non solo la sua nobiltà, la sua bontà d'animo e il disinteresse, in barba alle apparenze di donnaiolo, ma anche il suo essere libero. Charles se ne frega del giudizio degli altri, cosa che invece condiziona sia Raoul, sia Iason. È un aspetto che mi ha fatto molto riflettere da un punto di vista strettamente personale, e ti ringrazio per questo.
· Monsieur Van Duyn : sotto la definizione di sadico, nel DSM, dovrebbero metterci il suo nome. Non aggiungo altro perché penso che questo basti da sé a definirlo. Mi sono sorti un po' di sospetti negli ultimi capitoli sul suo conto. È un uomo di cultura, stimato, da cui non ti aspetteresti molte cose. Il suo rapporto con uno dei personaggi è paradossalmente all'origine di tutto quello che succederà.
· Madame Van Duyn: è il ritratto della cortigiana fatua, frivola di Versailles, che respira pettegolezzo e beve ipocrisia. Può sembrare svagata, ma adoro il fatto che tu l'abbia resa egoista e molto scaltra per quanto riguarda i suoi affari. È un'arrampicatrice sociale nata.
· Anastasia de Goldmacht: più enigmatica di Iason, forse c'è soltanto lei. Vorrei tanto poter dire di più al riguardo, ma sono limitata dal fatto che non vorrei rovinare il piacere di scoprirla a nessuno.
· Maria Antonietta: mi è piaciuto il modo in cui l'hai dipinta, perché era esattamente così: fresca, un po' immatura, impetuosa e informale. Ma anche sofferente per il suo matrimonio senza gioia e molto determinata, disposta a tutto pur di adempiere allo scopo di diventare madre.
· Bastien: è il servitore di Iason, ma io (come tutti in verità), sono certa che sa ed è molto più di quello che dice di essere. D'altronde è fedele ad Anastasia, che è tutto dire. È troppo colto e fa discorsi troppo fumosi per la mente semplice di un valletto di un rampollo aristocratico.
Trama: fino ad ora, non ho notato buchi o incongruenze, ma non siamo ancora nel vivo della storia. Le vite dei personaggi stanno per iniziare a incrociarsi e tra poco assisteremo a uno degli eventi forse più importanti, l'avvicinamento di Raoul e Iason, il legame che può dipanare tutta la matassa di mistero che hai ammantato finora. Hai inserito elementi a sufficienza per attirare il lettore fino alla fine e ricordo bene l'aggancio della lettera presentata nel prologo. Sono anche abbastanza affascinata ai tuoi richiami filosofici, biblici ed esoterici e mi incuriosisce il legame sottile (o forse non tanto sottile) con la cultura basca. Anche la leggenda dei teschi di cristallo è un espediente narrativo che mette addosso parecchia curiosità. Voglio sapere come andrai a concatenare tutti questi elementi tra di loro, ci sono già degli indizi piuttosto importanti negli ultimi capitoli.
Siamo arrivati alla fine di questa recensione e voglio dire due parole su quanto è accaduto e su perchè ho scelto questa autrice per inaugurare questo servizio. Louorkid è stata la mia prima lettrice su wattpad e mi ha sostenuto e incoraggiato fin da subito con i suoi commenti. La conosco poco, però penso di aver capito molto di lei tra le sue righe, ed è il motivo per il quale ho anticipato un po' l'inserimento su Wattpad di questo servizio, previsto per marzo, e ho postato questa recensione. La sua storia è stata segnalata per contenuti inappropriati ed è stata temporaneamente rimossa, per cui non è più sulla piattaforma. Ieri abbiamo parlato un po' tra i commenti e sono venute fuori molte cose. Tra le tante, abbiamo capito che c'è poca intelligenza emotiva. Troppa poca sensibilità, troppa poca voglia di affrontare e di parlare di cose scomode, troppa arretratezza e ipocrisia. Non c'è spirito critico nel lettore medio di questa piattaforma, non c'è capacità di discriminare ciò che è veramente tossico da ciò che non lo è. C'è anche tanta stupidità, perché per segnalare un autore che ha un tag per adulti e che ha messo più di un avviso tra le parti, mi spiace dirlo, ma bisogna essere stupidi. E anche tanto, tanto cattivi.
La seconda cosa che mi sento di dire, è che però tutto questo l'abbiamo capito, riconosciuto e ne abbiamo parlato. Ho visto anche altri autori sostenerti e questa è una cosa buona. C'è ancora sufficiente razionalità, apertura, sensibilità, sostegno reciproco e comprensione per fare fronte al problema e continuare a parlare con uno spirito aperto di alcune tematiche sociali importanti, come la violenza, le relazioni tossiche, la salute mentale, la sessualità e la religione. Quindi questo mi fa capire una cosa sola: c'è ancora speranza, nonostante l'odio bieco di questa società a volte mi faccia paura.
Io non so se ripubblicherai o se la storia ti verrà resa di nuovo visibile. Mi piacerebbe che tu lo facessi, non per me, ma per te stessa. Perché leggendoti, so che significa tanto scrivere per te. E so che ci metti la passione, l'energia, l'entusiasmo di Charles in quello che fai. Faresti un torto a te stessa e a quello in cui credi, dal mio punto di vista, ma ovviamente sei libera di scegliere. In ogni caso, questo servizio e questa recensione sono qui, quindi in qualche modo una traccia del tuo lavoro rimane, in modo che tutti possano leggere e riconoscere il tuo valore comunque, anche se il filtro delle mie parole forse ti non rende abbastanza giustizia.
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